Il pH naturale della superficie della pelle è in media inferiore a 5, il che è benefico per la sua flora residente

In letteratura vengono riportati valori variabili di pH della pelle, tutti nel range acido ma con un ampio intervallo da pH 4.0 a 7.0. In uno studio multicentrico (N = 330), abbiamo valutato il pH della superficie cutanea dell’avambraccio volgare prima e dopo l’astensione dalla doccia e dall’applicazione di prodotti cosmetici per 24 ore. Il pH medio è sceso da 5,12 +/- 0,56 a 4,93 +/- 0,45. Sulla base di questo calo del pH, si stima che il pH “naturale” della superficie della pelle sia in media 4,7, cioè inferiore a 5. Questo è in linea con la letteratura esistente, dove un numero relativamente grande di rapporti (circa il 50%) descrive effettivamente valori di pH inferiori a 5,0; questo è in contrasto con l’assunzione generale, che il pH superficiale della pelle è in media tra 5,0 e 6,0. Non solo l’uso precedente di prodotti cosmetici, specialmente i saponi, hanno una profonda influenza sul pH della superficie della pelle, ma l’uso di semplice acqua di rubinetto, in Europa con un valore di pH generalmente intorno a 8,0, aumenterà il pH della pelle fino a 6 ore dopo l’applicazione prima di tornare al suo valore “naturale”, in media inferiore a 5,0. Si dimostra che la pelle con valori di pH inferiori a 5,0 è in condizioni migliori rispetto alla pelle con valori di pH superiori a 5,0, come dimostrato dalla misurazione dei parametri biofisici di funzione barriera, idratazione e desquamazione. È stato anche valutato l’effetto del pH sull’adesione della microflora cutanea residente; un pH cutaneo acido (4-4,5) mantiene la flora batterica residente attaccata alla pelle, mentre un pH alcalino (8-9) ne promuove la dispersione dalla pelle.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *